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Chirurgia Refrattiva?

MI POSSO OPERARE CON IL LASER AD ECCIMERI?
Non tutti i pazienti sono idonei al laser ad eccimeri. Per sapere se ci si puo’ sottoporre a tale chirurgia vanno effettuati una serie di esami morfofunzionali specifici per la chirurgia refrattiva. Nello specifico questi test vengono eseguiti durante il corso della visita presso lo Studio Oculistico Benedetti in aggiunta ai test convenzionali (esame della vista, esame biomicroscopico, pressione intraoculare e fondo oculare).
Gli esami strumentali sono atti soprattutto a valutare le caratteristiche della cornea su più punti con varie mappe di curvatura (Topografia), di altezza/altitudinali (Scheimpflug Camera), di spessore/pachimetria (ottica e a ultrasuoni) , di forma/morfologiche (conta delle cellule endoteliali). Nel corso della visita verranno inoltre valutate le dimensioni della pupilla in varie condizioni di luce (Pupillometria) e la lunghezza antero-posteriore dei due occhi (Biometria). L’accuratezza di questi macchinari di ultima generazione è necessaria per escludere qualsiasi caso di non-idoneità al laser ad eccimeri e per studiarne le possibilità di successo.
Vengono esclusi dal laser ad eccimeri, o comunque non potranno correggere il vizio di vista in maniera totale i pazienti con cornee troppo sottili, pupille troppo larghe, patologie corneali come ad es. leucomi, cheratocono, degenerazione marginale pellucida, ecc.
E SE NON MI POSSO OPERARE CON IL LASER AD ECCIMERI?
E SE NON MI POSSO OPERARE CON IL LASER AD ECCIMERI?

Se non si sopporta più l’uso di occhiali o di lenti a contatto e il vizio di vista è molto elevato (es. miopia superiore a 7-8 diottrie) o la sua cornea non è sufficientemente spessa per poter garantire un buon risultato rifrattivo con il laser ad eccimeri, si può avere un ottimo giovamento (talvolta addirittura superiore al laser) mediante l’inserimento di lenti intraoculari fachiche.
Le lenti intraoculari fachiche sono progettate con materiale (acrilico idrofobico) biocompatibile al 100% senza alcun rischio di rigetto, poiché è lo stesso materiale utilizzato da oltre 60 anni per gli interventi di cataratta (poli-metil-meta-acrilato). Anche per questo tipo di intervento la selezione è moto ristretta, ma la cosa fondamentale è possedere un buon patrimonio di cellule dell’endotelio corneale e una pressione intraoculare nei limiti della norma. Tutto questo lo si può valutare nel corso della visita.
IL LASER E’ DOLOROSO?
L’intervento con il laser ad eccimeri di ultima generazione non comporta alcun dolore. Prima di essere sottoposti al trattamento laser vengono instillati dei colliri anestetici ed anti-infiammatori per cui l’unica sensazione di lieve fastidio si avverte al momento in cui viene applicato il divaricatore palpebrale (blefarostato) e al momento della pressione esercitata dal laser a femtosecondi in cui si sente una sensazione di spinta sull’occhio per una ventina di secondi circa. In quegli istanti è importantissimo rimanere fermi e tranquilli garantendo una buona collaborazione.
Una sensazione di forte bruciore agli occhi può essere avvertita qualche ora dopo l’intervento e varia a seconda del tipo di tecnica eseguita: nelle I-Lasik il bruciore dura solo un paio di ore, mentre nella PRK il buciore è più forte e dura circa 24 ore.
Durante la visita, in base allo stile di vita e alle caratteristiche anatomofunzionali dei vostri occhi, vi verrà indicata la tecnica più appropriata e personalizzata (customizzata).
CHE COS’E’ IL LASER CUSTOMIZZATO?
Oltre al vizio di vista esistono delle caratteristiche dell’occhio umano che influenzano la qualità della vista. Queste sono chiamate “aberrazioni” e dipendono da anomalie della forma dei mezzi diottrici (cornea, cristallino, etc) che l’immagine attraversa per arrivare alla retina. Per esempio Marco e Giovanni, entrambi miopi di -5 diottrie, avranno aberrazioni differenti. Queste sono studiate ed elaborate da un software durante l’aberrometria.
I laser a femtosecondi ed i laser ad eccimeri di ultima generazione hanno la capacità di personalizzare (customizzare) l’intervento, non solo riducendo il comune vizio di vista, ma anche riducendo le aberrazioni che differiscono da paziente a paziente.
Per questo il laser customizzato si differenzia dai laser standard in quanto il più delle volte permette di ottenere una capacità visiva superiore e qualitativamente migliore (contrasto, luminanza, etc).

Cataratta?


LA CATARATTA PUO’ INSORGERE IN ENTRAMBI GLI OCCHI?
Generalmente sì, anche se i due occhi possono presentarsi in stadi evolutivi differenti.
LA CATARATTA SI PUÒ OPERARE CONTEMPORANEAMENTE NEI DUE OCCHI? 
Generalmente sì, anche se i due occhi possono presentarsi in stadi evolutivi differenti.
L’INTERVENTO DI CATARATTA È UN’OPERAZIONE URGENTE?
No, è un intervento pianificabile nella maggioranza dei casi. Solo raramente, quando sono presenti complicazioni come ipertono o infiammazione, la cataratta deve essere operata in tempi brevi.
DOPO AVER FATTO L’INTERVENTO, LA CATARATTA PUÒ RITORNARE?
No, il cristallino estratto non può riformarsi; tuttavia la capsula trasparente del cristallino su cui poggia la lente artficiale potrebbe opacizzarsi, determinando la formazione della cosiddetta “cataratta secondaria”, che causa una visione offuscata. In tale evenienza la capsula opaca può essere incisa mediante l’applicazione laser (capsulotomia Yag-laser).
L’INTERVENTO MIGLIORERÀ LA VISTA?
Se la cataratta è l’unica malattia dell’occhio, le probabilità di ottenere un miglioramento della vista dopo l’intervento sono maggiori del 97%.
PER OPERARSI È NECESSARIO SOTTOPORSI AD ANESTESIA GENERALE?
Assolutamente no. Attualmente l’intervento viene fatto in anestesia locale, mediante iniezioni vicino al bulbo oculare, o in anestesia topica, mediante l’uso di colliri. L’anestesia generale viene riservata ai bambini o a condizioni particolarmente complicate. Sarà l’oculista a scegliere il tipo di anestesia più appropriato.
AVRÒ ANCORA BISOGNO DI OCCHIALI DOPO L’INTERVENTO?
L’obiettivo primario dell’intervento di cataratta è la rimozione del cristallino opaco. La correzione del vizio di vista dipende dai singoli casi e dalle caratteristiche dell’occhio. Ad esempio un paziente miope, ipermetrope, astigmatico e/o presbite, attraverso la vasta gamma di lenti intraoculari oggi a disposizione, potrà pianificare con il Dr.Benedetti la soluzione più adatta alle sue esigenze per ridurre al massimo la dipendenza dagli occhiali, talvolta eliminandoli del tutto.
QUANTO DURA L’INTERVENTO?
L’intervento, con le moderne tecniche, dura circa 15-20 minuti; più lunga sarà invece la preparazione pre-operatoria, in cui verranno instillati vari colliri con azione anti-infiammatoria, anti-batterica e per dilatare la pupilla.

Glaucoma?


CON QUALE FREQUENZA SI DEVONO UTILIZZARE I COLLIRI PER ABBASSARE LA PRESSIONE?
La terapia ha lo scopo di abbassare la pressione nelle 24 ore; ogni collirio ha la propria posologia di somministrazione: sarà l’oculista di fiducia a segnalare le istruzioni relative al numero quotidiano di applicazioni e l’orario nel quale effettuarle. Importante è non saltare mai nessuna somministrazione.
E’ NECESSARIO UTILIZZARE SEMPRE LO STESSO COLLIRIO?
Se il controllo della pressione intraoculare rimane soddisfacente nel tempo e se il collirio è ben tollerato si cerca di mantenere la stessa terapia; altrimenti sarà l’oculista a decidere di sostituire o di aggiungere altri farmaci a quelli già in uso.
CHI È PREDISPOSTO AL GLAUCOMA?
I fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di sviluppare il glaucoma sono rappresentati dalla familiarità positiva (presenza di famigliari con glaucoma), dall’età avanzata, dalla presenza di miopia e di alcune patologie sistemiche (come il diabete e l’ipertensione arteriosa), dalla terapia con cortisone protratta nel tempo e dai traumi oculari.
SI PUÒ GUARIRE DAL GLAUCOMA?
Sebbene il glaucoma non possa essere curato (la vista persa non può essere recuperata), nella maggior parte dei casi la malattia può essere stabilizzata con una cura adeguata: le persone con questa malattia dovranno quindi controllarsi per tutta la vita.

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Centro Oculistico Dott. Stefano Benedetti, Specialista in chirurgia Oftalmica.
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